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Smaltimento e riciclo RAEE: una questione ambientale, economica e sociale


Lo smaltimento corretto dei RAEE permette il riciclo dei materiali preziosi al loro interno in un’ottica di economia circolare che fa leva su una minore dipendenza dall’estrazione delle risorse vergini.

smaltimento e riciclo RAEE

di Minima Shop

March 17, 2021


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Smaltimento e riciclo RAEE: una questione ambientale, economica e sociale


Lo smaltimento corretto dei RAEE permette il riciclo dei materiali preziosi al loro interno in un’ottica di economia circolare che fa leva su una minore dipendenza dall’estrazione delle risorse vergini.

di Minima Shop

March 17, 2021


smaltimento e riciclo RAEE

CHE COSA SONO I RAEE

RAEE è l’acronimo che indica i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche quindi grandi e piccoli elettrodomestici (lavatrici, condizionatori, fotocopiatrici), apparecchiature informatiche (cellulari, pc, navigatori), lampade e qualsiasi giocattolo o attrezzo elettronico.

È nella composizione di questi tipi di rifiuti che sta da una parte la loro problematicità e dall’altra la grande opportunità come risorsa di materie riciclabili di grande valore.

All’interno di un dispositivo elettronico infatti si trovano tantissimi elementi tra cui molti metalli preziosi come oro, argento, palladio, rame e terre rare ma anche altri altamente inquinanti come piombo, cadmio, mercurio e cromo.

PERCHÉ È IMPORTANTE SMALTIRE CORRETTAMENTE I RAEE

Uno smaltimento adeguato dei RAEE mette al riparo dall’alto rischio di inquinamento di acqua e terra e dal rischio per la salute umana che deriverebbe da un trattamento non regolamentato. Estrarre i metalli preziosi all’interno di un’apparecchiatura elettronica è infatti un processo delicato che include uso di acidi e sostanze chimiche e il rilascio di fumi tossici inquinanti per le falde acquifere e il suolo e nocivi per i lavoratori e per le comunità limitrofe.

Per questi motivi la direttiva 2008/98/CE ha introdotto la responsabilità estesa del produttore applicata ai RAEE che comporta l’obbligo per i produttori di gestire la fase di fine vita dei prodotti immessi sul mercato e da luglio 2016 è in vigore il DM 121/2016 noto come “Decreto uno contro zero”, che permette al consumatore la possibilità di riconsegnare i piccoli elettrodomestici (fino a 25 cm come il cellulare e il rasoio ad esempio) ai negozi senza obbligo di acquisto o “uno contro uno”, cioè per ogni prodotto acquistato si conferisce gratuitamente un prodotto della stessa tipologia al punto vendita.

In alternativa si possono portare i RAEE nei punti di raccolta comunali (isole ecologiche).

 

raee

IL RICICLO DEI RAEE: UNA SCELTA IN DIFESA DELL’ECONOMIA, DELL’AMBIENTE E DELLE PERSONE

Lo smaltimento corretto dei RAEE permette anche il riciclo dei materiali preziosi al loro interno in un’ottica di economia circolare che fa leva su una minore dipendenza dall’estrazione delle risorse vergini e quindi anche una minore dipendenza economica dai paesi che al momento hanno in mano il mercato delle terre rare.

I giacimenti di terre rare si trovano perlopiù in Cina e Africa dove avvengono anche i processi di depurazione e raffinazione molti rischiosi e delicati che in Occidente, con standard di sicurezza più elevati, sarebbero costosissimi. La maggior parte dei metalli preziosi che servono alla nostra industria (per i pannelli solari, le batterie delle auto elettriche, i cellulari etc) vengono importate da questi paesi, si capisce quindi come l’estrazione sia al centro di una guerra commerciale e politica ma anche di guerre civili e disastri ambientali. 

 

foresta congo

IL CASO DEL CONGO

In Congo ad esempio la foresta che ospita gorilla e scimpanzé è devastata dagli interventi intorno ai siti di estrazione del Coltan, un minerale raro (l’80% si trova in Congo) che è indispensabile per tanti apparecchi elettronici in quanto serve ad ottimizzare il consumo di energia nei chip, quindi il risparmio energetico e la durata delle batterie. 

La presenza di questo materiale preziosissimo è da anni anche causa di guerre civili tra milizie che si vogliono impossessare dei siti e porta con sé anche il problema dello sfruttamento del lavoro minorile e della schiavitù.

In risposta a questo problema è nata ad esempio l’iniziativa del Jane Goodall Institute Italia che invita a donare i cellulari usati portandoli in un punto raccolta così che possano essere smaltiti, riciclati e aiutino a finanziare il progetto di conservazione dell’habitat degli scimpanzé.

LA NUOVA NORMATIVA PER IL DIRITTO ALLA RIPARAZIONE 

Dal primo marzo 2021 il regolamento UE 2021/341 della Commissione europea obbliga i produttori di elettrodomestici a rispettare determinati criteri di progettazione e realizzazione, a rendere disponibili i pezzi di ricambio e le relative istruzioni per la riparazione per almeno 7-10 anni dall’immissione sul mercato dell’Unione europea dell’ultima unità di un modello.

È un grande passo in avanti contro l’obsolescenza programmata (la strategia di molte aziende volta di proposito a creare oggetti con un ciclo di vita breve che quindi necessitano di una sostituzione ) e a favore di un’economia circolare.

Il regolamento europeo vale però solo per alcuni prodotti (motori elettrici, sorgenti luminose, sistemi refrigeranti, server e unità di archiviazione dati, televisori, elettrodomestici di uso comune come lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie) ma non per pc, tablet e smartphone per i quali l’unica soluzione sembra essere il corretto smaltimento e riciclo.

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