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ADOTTARE UN ALVEARE SALVA LE API?


Le iniziative "adotta un alveare" nascono con l'intenzione di proteggere le api e salvarle dall'estinzione, di sicuro sono iniziative che salvano gli apicoltori, ma salvano davvero le api?

estinzione api

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ADOTTARE UN ALVEARE SALVA LE API?


Le iniziative "adotta un alveare" nascono con l'intenzione di proteggere le api e salvarle dall'estinzione, di sicuro sono iniziative che salvano gli apicoltori, ma salvano davvero le api?

di Minima Shop

April 11, 2021


estinzione api

LE POPOLAZIONI DI API SONO IN DECLINO, ED È UN PROBLEMA

L’importanza degli animali impollinatori, di cui le api fan parte insieme a vespe, farfalle, coccinelle, ragni, rettili, uccelli, è data dal fatto che quasi tutte le piante selvatiche hanno bisogno di impollinatori per riprodursi e oltre il 75% delle principali colture agrarie ha bisogno dell'impollinazione degli animali. 

Significa che dalle api e dall’impollinazione dipendono l’esistenza delle piante, che sono alla base della vita sulla terra, e la produzione di cibo (frutta, verdura, semi) alla base dell’alimentazione e quindi della sopravvivenza umana.

In Europa il 9% delle specie di api e farfalle è minacciato di estinzione (IUCN, 2015) e il 37% delle popolazioni di api sta diminuendo drasticamente. Le cause sono molteplici, su tutte la distruzione degli habitat naturali, l’inquinamento dell’aria e della terra, i cambiamenti climatici, i parassiti e i patogeni. 

ADOTTARE UN ALVEARE: FA BENE AGLI APICOLTORI O ALLE API?

A fronte di questo quadro desolante, sono nate aziende che hanno l’obiettivo di sviluppare sistemi tecnologici per ottimizzare l’apicoltura, quindi migliorare il lavoro degli apicoltori con strumenti che permettono di ridurre i viaggi (co2), di ridurre lo stress alle api (evitando di andare a disturbarle spesso) e mettendo a disposizione dati per identificare le patologie e intervenire.

Queste aziende finanziano il proprio lavoro anche con iniziative come “adotta un alveare”: pagando si ha la possibilità di scegliere un apicoltore da adottare e ricevere in cambio l’accesso ai dati di monitoraggio dell’alveare e un quantitativo di miele da 0,5 a 1 kg.

L’operato di questo tipo di aziende e iniziative si basa quindi sull’assunto che le api possano essere salvate grazie all’apicoltura perché senza le cure degli apicoltori non resisterebbero in un ambiente a loro sempre più ostile.

Di sicuro sono iniziative che salvano gli apicoltori, ma salvano davvero le api?

api e impollinazione

UNA DIFFERENZA ESSENZIALE: API DOMESTICHE E API SELVATICHE, QUALI SONO DA SALVARE?

La narrativa “adotta un alveare”, focalizzando tutta l’attenzione sull’apicoltura, toglie dal quadro un’informazione essenziale: le api non sono tutte uguali, ci sono quelle da miele e quelle selvatiche.

L’ape da miele o ape europea (Apis mellifera) è un animale domestico quanto un maiale, una vacca o un pollo, infatti è stata addomesticata dall’uomo a partire dal Neolitico con lo scopo di essere sfruttata per la produzione di miele, polline, pappa reale e cera e per l’impollinazione di alcune specifiche colture (mandorle).

Le api da miele quindi sono state selezionate per essere estremamente efficienti nel raccogliere il polline e portarlo all’alveare dove viene trasformato in miele poi sottratto loro dall’apicoltore, sono molto meno efficaci quando si tratta di impollinare e quindi depositare il polline sui fiori. 

Ma in natura esistono migliaia di specie di api diverse e selvatiche, cioè che vivono allo stato brado nascondendosi nel terreno o nelle cavità, come gli steli cavi delle piante. Sono loro le principali responsabili dell’impollinazione della maggior parte delle specie vegetali e sebbene anche le api mellifere siano in declino, sono loro quelle più a rischio di estinzione. Queste api vanno su fiori diversi e molto più vari rispetto alle mellifere, selezionando i fiori in base alla loro forma, colore e profumo: piante con determinati tratti floreali dipendono da specie di api compatibili, per esempio piante con fiori profondi dipendono da api con lingue abbastanza lunghe da raggiungere il nettare.

Quindi perdere la varietà delle api selvatiche significa perdere molta più biodiversità.

api

L’APICOLTURA NON È UNA PRATICA DI CONSERVAZIONE, ANZI

Non si tratta di preferire un’ape all’altra, tutte van tutelate, ma di capire che la gestione dell’apicoltura non è considerata dalla comunità scientifica una pratica di conservazione anzi, molti studi concordano sul fatto che la proliferazione di api da miele non fa altro che mettere ancora più a rischio la sopravvivenza delle api selvatiche.

> quando le api mellifere si presentano in numero elevato possono spingere le api selvatiche fuori da un'area perché competono direttamente per il nettare e il polline. Le api da miele sono onnipresenti e sono raccoglitrici generaliste che monopolizzano le risorse 

> le colonie di api da miele sono dense e facilitano la diffusione di malattie devastanti e difficili da gestire, queste malattie e questi parassiti nelle colonie di api da miele si diffondono tra le specie di api selvatiche quando visitano lo stesso fiore

ADOTTATE L’ALVEARE SE VOLETE IL MIELE, NON SE VOLETE SALVARE LE API

Le campagne di marketing per "adottare un apicoltore” e “salvare le api" portano le persone a pensare erroneamente che allevare le api mellifere, o aiutare le api mellifere, in qualche modo aiuti le api autoctone, che sono a rischio di estinzione, ma così non è.

Questa preoccupazione per le api mellifere è utile solo se spinge le persone ad approfondire e interessarsi alle vere cause dell’estinzione delle api selvatiche e alle vere possibili soluzioni, non se distoglie attenzione e finanziamenti a iniziative più utili dal punto di vista ambientale.

Sostenere gli apicoltori per avere del buon miele è una motivazione per alcuni valida, ma dal punto di vista ambientalista ha poco o nessun senso. Dal punto di vista antispecista vegano adottare un apicoltore e finanziare l’apicoltura ne ha ancora meno, ma sarà una questione che avremo piacere di approfondire in un articolo apposito.

COSA FARE DUNQUE PER SALVARE LE API?

Gli impollinatori hanno bisogno di un ambiente sano (suolo, aria, acqua, vegetazione), bisogna quindi:

  1. tutelare l’habitat naturale degli impollinatori: nel caso delle api significa quindi più fiori e più varietà di fiori, cioè più polline e più nettare, anche in contesti urbani (orti, balconi, spazi pubblici) dove è anche necessario avere più luoghi di rifugio per le api (alberghi degli insetti)
  2. contrastare il cambiamento climatico e conservare la biodiversità
  3. limitare o vietare alcuni tipi di antibiotici, pesticidi, fertilizzanti
  4. promuovere pratiche agricole come i prati permanenti e la rotazione delle colture, promuovere l’agricoltura biologica
  5. monitorare: per oltre la metà delle specie di api non ci sono dati sufficienti per valutarne stato o tendenze

Lasciamo stare l’apicoltura e tanto per iniziare, nel nostro piccolo, piantiamo fiori amati dalle api nei nostri giardini e sui nostri balconi, non usiamo diserbanti e pesticidi e lasciamo un po’ di spazio per la natura selvaggia, installiamo un albergo delle api e degli insetti per dar loro riparo, le api ringrazieranno. 

 

fiori per le api.  hotel delle api

 

 

FONTI: 
ISPRA: il declino delle api e degli impollinatori (2020) https://www.isprambiente.gov.it/files2020/pubblicazioni/quaderni/declino-impollinatori_quaderno-ispra_20maggio2.pdf
articoli giornalistici
https://www.scientificamerican.com/article/the-problem-with-honey-bees/
https://theconversation.com/keeping-honeybees-doesnt-save-bees-or-the-environment-102931
https://www.bbc.com/future/bespoke/follow-the-food/the-travelling-bees-farms-that-feeds-us.html
PAPER SCIENTIFICI
https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0189268
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/ele.12659
https://science.sciencemag.org/content/347/6229/1255957
https://science.sciencemag.org/content/339/6127/1608

 

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