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Acqua in bottiglia e inquinamento da plastica: un problema italiano


Secondo la Commissione Europea, nella classifica degli oggetti di plastica monouso più trovati nei nostri mari e sulle spiagge, al primo posto ci sono le bottiglie di plastica. 

L’Italia è al primo posto in Europa per acqua in bottiglia consumata.

Acqua in bottiglia e inquinamento da plastica: un problema italiano

di Minima Shop

May 02, 2020


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Acqua in bottiglia e inquinamento da plastica: un problema italiano


Secondo la Commissione Europea, nella classifica degli oggetti di plastica monouso più trovati nei nostri mari e sulle spiagge, al primo posto ci sono le bottiglie di plastica. 

L’Italia è al primo posto in Europa per acqua in bottiglia consumata.

di Minima Shop

May 02, 2020


Acqua in bottiglia e inquinamento da plastica: un problema italiano
foto di Bicanski

Nei mari e sulle spiagge, così come ovunque nell’ambiente, le bottiglie ci arrivano a causa della cattiva gestione dei rifiuti e ci restano per centinaia di anni inquinando e mettendo a rischio la vita degli animali e dell’uomo.

L’Italia è il più grande consumatore di acqua in bottiglia

L’Italia è al primo posto in Europa per acqua in bottiglia consumata, con 206 litri annui pro capite. Nel mondo è seconda, davanti c’è il Messico, un paese dove meno della metà della popolazione ha accesso ad acqua corrente sicura mentre in Italia il 95% della popolazione ha accesso ad acqua potabile.

Bisogna anche tenere in considerazione che in altri paesi europei dove l’acqua in bottiglia è diffusa, come la Germania, il consumo è compensato in parte dall’esistenza del vuoto a rendere e in parte da sistemi di riciclaggio più efficienti.

Il rapporto di Legambiente e Altreconomia “Acque in bottiglia 2018” ha come sottotitolo “Un’anomalia italiana”, proprio a sottolineare il paradosso per cui gli italiani continuano a preferire l’acqua in bottiglia all’acqua di rubinetto nonostante la sconvenienza economica (costa 50 centesimi al litro al supermercato ma arriva anche a 2-3 euro al litro nei bar e ristoranti), l’evidente impatto ambientale e nessuna differenza nella qualità.

Le ragioni per cui gli italiani comprano acqua in bottiglia sembrano essere legate perlopiù a questioni di presupposta migliore qualità, sicurezza e gusto percepito.

L’acqua del rubinetto in Italia è di ottima qualità

L’acqua del rubinetto in Italia è potabile ed è di ottima qualità, viene controllata per legge almeno 4 volte all’anno tenendo conto di 50 parametri chimici e microbiologici. Nel 99% dei casi è conforme, pochi sono i casi locali di contaminazione da piombo ad esempio, che possono verificarsi in palazzi costruiti prima degli anni '60. In caso di dubbio, il Ministero della Salute ha diramato le indicazioni per effettuare autonomamente l'analisi.

Eppure ancora oggi abbiamo il problema dell’acqua che viene data in concessione dalle regioni, per pochi millesimi di euro al litro, alle aziende che la imbottigliano e la rivendono a prezzi esorbitanti, facendo anche credere che l’acqua in bottiglia sia migliore di quella del rubinetto con sapienti operazioni di marketing.

Dall’altra parte abbiamo i consumatori che continuano ad essere sospettosi riguardo alla qualità dell’acqua del rubinetto e a sentirsi più sicuri spendendo inutilmente 200-300 euro all’anno (per famiglia) in acqua imbottigliata e conseguentemente contribuendo all’inquinamento ambientale.

Piano europeo di promozione dell’acqua del rubinetto

Nel quadro delle nuove normative europee che mirano ad arginare l’inquinamento da plastica monouso, l’Ue si impegna a promuovere in maniera più attiva l’uso dell’acqua corrente rispetto all’acqua in bottiglia. Il piano prevede il miglioramento ulteriore del controllo della qualità dell’acqua del rubinetto aggiornando la lista delle sostanze prese in considerazione, facendo più informazione sull’acqua potabile, installando più fontane nei luoghi pubblici, più case dell’acqua (cioè servizi di erogazione di acqua pubblica potabile di qualità, naturale o frizzante, refrigerata o a temperatura ambiente tramite apposite strutture) e sollecitando ristoranti e mense a servire anche acqua corrente. 

Alcune regioni italiane hanno inoltre iniziato ad applicare il Water Safety Plan, un piano che consiste in un monitoraggio più esteso dell’acqua attraverso sonde, che va dalla sorgente fino al rubinetto, seguendo vari step intermedi delle reti acquifere.

Se vuoi iniziare a bere l’acqua del rubinetto ti serve solo una caraffa per quando sei a casa e una borraccia per quando sei fuori.

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